Lù's profileStudio83®BlogListsGuestbookMore ![]() | Help |
ReplayA volte ti capita di andare al cinema, mossa dalle ottime recensioni di amici e critici e di chiederti, trovandoti in totale disaccordo con le opinioni sentite, a controllare biglietto e numero della sala nel timore di essere entrata in quella sbagliata. Controlli e ti accorgi che la sala è proprio quella giusta.
Alternativa uno, andare via, alternativa due, continuare a guardarlo con la speranza che possa farti cambiare idea. Così, da falsissima ottimista quale tenti di essere, resti seduta, sbadigliando, divenendo irrequieta e un pò indispettita, concludendo che di quel film non c'era nulla ma davvero nulla di neanche sufficientemente recensibile.
Ti capita a volte, poi, di rivedere uno spezzone di quello stesso film, magari facendo zapping la sera davanti alla tv e di sapere con assoluta certezza che se anche fosse l'unico canale disponibile, mai te lo risorbiresti exnovo, neanche legata alla poltrona.
Ecco, stessa sensazione, identica, quella di venerdì. Ecco, stessa senzione, identica quella di stasera.
Io di queste seconde visioni, grazie tante, ne faccio volentieri a meno.
on air: Tricarico - Vita tranquilla
RedirectingAncora troppo mia per essere tua, ancora troppo sua per essere mia. Troppo connesse tra loro le emozioni, troppo sconnesse però le reazioni. In un tempo assolutamente piccolo lungo una strada lunga e sterrata, tra distanze reali e vicinanze virtuali, conseguono pensieri, tra storie di ieri e di domani, tra storie che sono tue e storie che sono solo mie e storie che sanno di noi seppur del noi non ci si possa in realtà neanche dare. Conseguono parole, dette, non dette, scritte e sottointese. Conseguono speranza e illusioni. Consegue, sta notte, la mia immensa prudenza sulla tua apparente convinzione. on air: Tanita Tikaram - I might be crying Coming back homeAl rientro da questo viaggio a Milano riporto a casa con me la mia nuova cucina di Ikea e una domanda.
Se è vero quel che si dice, ovvero che il rapporto di una figlia con il padre è il modello di tutti i suoi rapporti successivi, alla fine, un non modello di un padre, quanto ti modella?
on air: Cat Stevens - Wild Word
Un colpo di ventoOgni tanto ho la sensazione che qualcuno o qualcosa metta mano ad un interruttore nascosto da qualche parte dentro di me e in quel momento mi cambia l’intera giornata.
Ma capita ognitanto che non ce la fai a far venire tutto fuori o che non puoi farlo … e te ne vai a dormire annusando nell’aria gli ultimi scampoli di quel vento fresco e leggero, con la sensazione sotto la pelle di un bacio a fior di labbra non dato ed una notte troppo corta fra le mani…
On air: Guns n’roses - Since I don’t have you Start coolerGià. Visto che il termostato continuava a rompersi, stanca, decisi di portarlo a riparare, ma mi dissero che era tutto perfettamente funzionante. Continuava a bloccarsi però, e decisi allora di cambiarlo e risolvere il problema a monte, ma nessuno sembrava avere pezzi di ricambio, mi dissero che sono di un modello troppo vecchio, di quelli prodotti in serie limitata, ormai non più in commercio. Mi consigliarono di provare a capire cosa lo facesse smettere di raffreddare, un abbassamento di tensione forse, magari non era il termostato ad essere guasto, magari il problema derivava da altro, la presa di corrente, la corrente stessa. Cominciai così ad indagare sulle possibili cause. Iniziai le indagini, scocciata, ma fui presto sorpresa nello scoprire che il problema era sempre stato sotto ai miei occhi. Bastava aprirli gli occhi, bastava accorgersi che il problema era che lo avevo riempito troppo, davvero troppo. Bastava solo accorgersene, prenderne coscienza e svuotarlo e non ostinarsi a riempirlo come invece continuavo a fare. Lo riempivo giornalmente, componevo degli incastri assurdi, da far inorridire i migliori giocatori di tetris, per farci stare dentro tutto, per farci stare dentro tutti quei sentimenti e risentimenti vari che non volevo ancora consumare. Così li congelavo dicendomi che un giorno li avrei tirati fuori e cucinati ben benino, magari un giorno. Un giorno ma non adesso. Il freezer da tempo aveva già raggiunto la capacità massima di contenimento e quindi il termostato cominciava a non reggere più la temperatura, andava in blocco e mi obbligava di tanto in tanto a tirar fuori qualcosa. Dopo un po’ riprendeva a funzionare ma io quello che avevo tirato fuori non lo consumavo mai, lo sistemavo provvisoriamente in delle borse frigo, raramente capitava che ne assaggiassi un pezzettino, ma il resto, appena il freezer riprendeva il suo funzionamento a regime lo rialbergavo di nuovo all’interno. Così ben presto ricapitava che tutto riandasse di nuovo in blocco. Dovetti decidermi a smetterla, Dovetti decidermi a staccare la presa dall’alimentazione. Dovetti decidermi a svuotarlo interamente. Così decisi. Così mi riempii le mani di quel groviglio congelato, mi sedetti a tavola e l’osservai sciogliesi tra le mie mani. Lo sentivo gocciolarmi addosso ma nessun brivido attraversava la mia pelle e trovavo fosse strano. Lo sentivo attraversare i miei respiri ma nessun colore risaltava alla mia vista e trovavo fosse oltremodo indegno. Mi sentivo tradita dalle mie stesse carni. Così ci affondai persino le mani, sperando che almeno quello di senso avrebbe dato una qualche risposta ma sentivo tutto dissolversi tra le mie dita e mi accorsi che quei sentimenti, allungo serbati, avevano perso di consistenza, di essi non ne era rimasto che l’involucro a far volume. L’osservavo tra le mie mani ormai caldo e ossevandolo mi sembrava somigliasse ad una noce dal guscio durissimo ma con all’interno solo il residuo del seme marcio. Non mi restò che accettare che era davvero tutto finito, non mi resto che buttare via tutto, anche un po’ a malincuore forse. Non mi restò che ripulire tutto respirando fiduciosa, non mi restò che riattaccare la presa all’alimentazione e ricollegarmi alla vita. on air: Mina - l'amore viene e se ne va
Freezing outA volte, all'improvviso torna. Il termostato a tradimento si rompe e quel torrido caldo torna a far grondare i miei occhi d'amore. Di quel amore, amore amaro di cui ancora nonostante il tempo non sò scordarne il sapore.
on air: Gerardina Trovato - Una storia già finita
Gli occhi fanno quel che possono, niente meno, niente più. ma alle volte non sarebbe anche meglio tapparseli?Ho dovuto attendere che passassaro ancora dei giorni. Le parole dentro scalciavano per uscire già la sera stessa, ma, scriverne, sentivo fosse ancora prematuro e rischioso. Forse non è ancora del tutto maturo il tempo, e non del tutto metabolizzati gli umori, ma credo intercorra un confine sottile, tanto, forse troppo sottile, tra il momento utile e quello ormai inutile di trattare una data questione. Soprattutto se di questione con se stessi si tratta.
Ancora, neanche a dirlo, di un venerdì si parla. Correva l’autostrada, correva l’alba, correvano le immagini e con esse le domande.
Cosa c’era nascosto in quegli sguardi, quegli sguardi che fuggivano gli uni dagli altri? Cosa c’era i quei sorrisi e in quelle risa scambiati con chi ci circondava? Cosa c’era tra quelle note, in quella notte sorde, che un tempo ci legavano e ci suonavano dentro? Io ancora una volta spettatrice di scene già viste. Noi ancora una volta spettatori inermi. Noi neanche sta volta registi, sceneggiatori o attori teatranti di questa farsa. Io ancora una volta preda del nostro vissuto, noi ancora una volta preda di noi stessi, del nostro essere stati una sola cosa più nel male che nel bene.
Sapete, un’autrice che amo molto, in un suo libro scrisse che il funzionamento della memoria somiglia un po' a quello del congelatore e io ritengo che mai metafora sia stata tanto calzante. Avete in mente quando tirare fuori un cibo lasciato a lungo là dentro? All'inizio è rigido come una mattonella, non ha odore, non ha sapore, è coperto da una patina bianca; appena lo mettete sul fuoco, però, piano piano riprende la sua forma, il suo colore, riempie la cucina del suo aroma. Così i ricordi tristi sonnecchiano per tanto tempo in una delle innumerevoli caverne del ricordo, stanno lì anche per anni, per decenni, per tutta una vita. Poi, un bel giorno, tornano in superficie, il dolore che li aveva accompagnati è di nuovo presente, intenso e pungente come lo era quel giorno di tanti anni fa. Da quel giorno sono passati due anni ma il tempo invece che esser trascorso quella notte sembrava essere tornato indietro. Gli istanti sembravano susseguirsi gli uni agli altri identicamente uguali. E dire che pensavo di esserne uscita assolutamente vincitrice, se pur con qualche osso rotto, ma trionfante da ogni battaglia, anche da quelle combattute contro la mia stessa ombra. E ne ero talmente convinta da non essermi accorta che la guerra la stavamo ancora combattendo. Una guerra fredda, che ci trincerava dentro i nostri stessi silenzi e continuava a logorarci e a condizionarci nonostante non ne fossimo o non ne volessimo essere del tutto consapevoli.
C’era forse voglia di leggersi dentro, di chiedersi asilo l’una nell’anima altrui ancora una volta, di domandarsi tregua in quegli sguardi che fuggivano gli uni dagli altri? C’era forse voglia di dimostrarsi indolenti, indifferenti, voglia di non darsi importanza e di tenersi a distanza, in quei sorrisi e in quelle risa scambiati con chi ci circondava? C’era forse la voglia di raggiungersi e non solo con gli sguardi, e di stringersi ancora una volta in quelle note adesso sorde che un tempo ci legavano e ci suonavano dentro?
In me c’era sicuramente voglia di tornare ancora una volta a quella notte di due anni fa, seppur con la certezza nel cuore che tanto non sarebbe ad oggi comunque cambiato nulla. In me c’era sicuramente quella dannata voglia di illudersi, come quando davanti ad uno film di cui conosco già il finale scalpito e mi arrabbio perché riguardandolo finisce sempre allo stesso modo e invece io vorrei che per una volta i protagonisti facessero una qualunque cosa di diverso così che cambiando lo svolgimento magari possa esserci un finale più lieto. C'era in me ancora, malgrado tutto, quella insana voglia di poter credere che rivivendosi di nuovo, ex novo, non sarebbe mai inesorabilmente arrivato questo maledetto giorno. Questo maledettissimo giorno di glaciazione.
On air: Sliding doors
Apatic moodE' una serata così, di quelle in cui le parole non escono, di quelli in cui i silenzi non parlano.
Una serata in cui ogni cosa sembra non aver senso e in cui, anche le cose che un minimo di senso ce l'avevano, sembra non ce lo abbiano neanche più.
Una serata in cui vorresti un abbraccio, un respiro sulla pelle, un odore nell'aria, i nostri film sul divano.
Una serata in cui il tempo sembra essersi dilatato, e le sensazioni opprimenti essersi riconcentrate...
Una serata così, anzi, ormai è una nottata così... dove senti tutto il peso che ti porti addosso e neanche una scatola, rimasta vuota, dentro cui chiuderci il tutto ancora una volta. on air: Rino Gaetano - Ti ti Ti Futuro remoto: così come ai tempi fù, adesso è. Ma come ai tempi fù, potrà domani essere?C'è chi lo chiama segno, destino, fato, karma, coincidenza, principio di causa effetto. C'è chi come me non lo chiama o preferisce non chiamarlo, anche e soprattutto per comodità, ma semplicemente conservarlo dentro una scatola a colori. Dentro una scatola da potarsi dietro e da aprire più volte durante al giorno per scoprire e riscoprire di volta in volta la bellezza di quell'attimo, di quella sensazione ritrovata, di quella sensazione intensa ma così volatile tanto volatile che hai quasi paura di prenderla tra le mani per timore che possa dissolversi. Così deicidi di guardarla soltanto, respirarne l'odore, richiuderla nella scatola. Così smetti di vagare sognante e cominci a considerare. Consideri e senti che seppure dentro quella scatola ti ci butteresti e dentro ti ci chiuderesti, stretta solo da quello sguardo, qualcosa c'è che ti tiene salda, qualcosa c'è che ti impedisce di legarti alla sensazione data da quell'abbraccio allungo richiamato con gli occhi, qualcosa c'è che ti impedisce di crederci, di edificarci. Non gli dai un nome, ne racchiudi l'odore dentro la scatola colorata, di tanto in tanto ci butti dentro un'occhiata, sorridi rivivendo quell'istante, richiudi la scatola, prendi fiato e considerando ti chiedi: Se a una certa età tutti abbiamo avuto a che fare con storie che tornano palesemente o segretamente dal passato nei nostri pensieri, nelle nostre vite, in quale misura queste storie sono in grado di condizionare nel bene e nel male i nostri sogni per il futuro? Si può raggiungere il futuro se il passato è ancora presente? on air: Carmen Consoli & Patty Pravo - Pensiero stupendo Giulia, Luisa e la crisi.Mi chiamo Luisa e vivo a Messina. Ultimamente tutti parlano di crisi e anche io a dire il vero a volte ne parlo e se non lo faccio è solo perchè mi manca materialmente il tempo per perdermi in chiacchiere. Io non sono ottimista, affatto, ma forse è perchè io alle cose semplici preferirei quantomeno avere quelle essenziali di cose: Non ho la bici, figuriamoci la super macchina. In compenso ho una lancia Y non revisionata e pergiunta con l’assicurazione scaduta il 30 aprile. Non vado in vacanza perchè il mio contratto lavorativo non prevede le ferie ma anche se le prevedesse infondo non potrei neanche più andarci dalla nonna in vacanza. Non mangio la pizza e non mangio il sushi ma mangio spesso il panino col salame non altro che perchè mangiare il caviale guidando da un posto di lavoro, precario, all’altro, ancora più precario, mi risulterebbe un tantino più complicato. Non preferisco restare a casa se sono invitata ad una cena di gala e non vedo perchè dovrei rinunciarci: solitamente si mangia tanto, discretamente bene e anche soprattutto gratis. Non posso gustarmi il ragù della mamma. Io e la mamma non viviamo insieme ma ognuno a casa propria ed in città diverse. E comunque anche la mamma, come me, invece del ragù, mangia solo un panino se riesce a ritagliarsi un momento durante il lavoro. Non gioco a carte ma magari potrei anche fare un solitario o tentare di convincere la mia gattona ad imparare giocarci. “Alice che ne pensi? Pokerino?” Non stappo la felicità, io in genere apro il rubinetto del lavello della cucina e mi verso dell’acqua fresca. E già, la felicità a tavola non va mai in crisi! Ma ne siamo proprio sicuri? on air: ma il cielo è sempre più blu - Rino Gaetano |
Lù ®wrote:
SONO TORNATA !!!
Apr. 9
Lù ®wrote:
in che senso troppe registrazioni?
Nov. 17
No namewrote:
Bello il tuo blog, mi piacerebbe anche a me farne uno simile ma richiede troppe registrazioni. Ciao
Nov. 17
Lù ®wrote:
grazie della visita.ho provato a passare dal tuo ma mi devi autorizzare per farlo.mi fa piacere che ti piaccia il mio blog.torna presto ;)
Oct. 31
Fabrizio Careywrote:
Molto bello questo blog, complimenti! Lo visiterò più spesso!
Mi farebbe piacere se tu passassi dal mio :-)
Ciao ciao!
Oct. 31
Raffaele Falsowrote:
Un bacione cara
Oct. 1
Lù ®wrote:
commentino letto. contatto aggiunto. ti aspetto ;)
Sept. 7
Raffaele Falsowrote:
commentino "valigia sul tetto"
Sept. 6
Michelwrote:
Ciao! Grazie per la richiesta di amicizia. Allora...space veramente completo ed essenziale, da anche un senso di tranquillità ed armonia nel esplorarlo. Mi piace un sacco.. Brava.. Un bacio da Feltre
June 20
Lù ®wrote:
grazie di essere passato raffael. si in effetti non è stato un gran periodo. negli ultimi due mesi le cose sembravano andar meglio, e in effetti forse è già un pò così. sono un pò di confusione e indecisione circa delle scelte importanti che dovrò fare a breve. bacini dalla sicilia e a presto
June 9
|
|||||
Studio83®Ritorna presto a trovarmi! |
||||||
|
|